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Il 31-07-08 alle 10:54:53 La Cina non ha mantenuto l’impegno di rendere libero l’accesso alle informazioni per cittadini e media internazionali. Chiunque in questi giorni si trovi a Pechino non avrà risposta dalla rete se su un qualsiasi motore di ricerca digiterà le parole «Fa Lun Gong» o «Tibet». Tantomeno otterrà soddisfazione se cercherà i siti di Amnesty International o di Reporters Senza Frontiere, spesso critici nei confronti di Pechino. Questo dimostra che la Cina ha paura ed ha ragione di averla Candide e arroganti le spiegazioni dei cinesi: durante le Olimpiadi, «forniremo un accesso a internet sufficiente per il lavoro dei giornalisti». Peccato che tra i siti vietati ci saranno anche quelli di Bbc, Deutsche Welle, dei giornali Apple Daily (Hong-Kong) e Liberty Times (Taiwan). I più imbarazzati però sono i dirigenti del Cio, il Comitato olimpico internazionale, che hanno dovuto ammettere di essersi accordati con la Cina per consentire il blocco dei siti web, dopo avere per mesi assicurato che l’accesso a Internet sarebbe stato «aperto». Kevan Gosper, presidente della Commissione stampa del Cio ha affermato: «Il materiale sensibile non collegato alle Olimpiadi continua ad essere un problema per i cinesi, credo che organizzatori e Cio avrebbero dovuto offrire un messaggio più chiaro ai media internazionali». Ovviamente l'Italia deve dire la sua solita assurda affermazione: «non politicizzare un evento sportivo, che deve essere motivo di riconciliazione».. Io aggiungo: RICONCILIAZIONE STÒ CAZZ* !! É la China che se le cerca... nel 2008 non dovrebbero più esistere censure di questo tipo.. e poi si vede che con i computer sono scarsi, ma proprio scarsi... Non puoi censurare la grande RETE.. Forse i cinesi non sanno cosa vuol dire proxarsi.. Ma meglio così, che restino nella loro ignoranza informatica... La Cina mostra di non voler allentare la morsa neppure sul Tibet. Ieri il governo ha deciso di annullare tutti i permessi per militari e poliziotti che sorvegliano la capitale Lhasa, per evitare che esplodano manifestazioni come quelle del marzo scorso. Per provvedere a una «sicurezza assoluta», come sottolinea un articolo pubblicato dal sito ufficiale «Tibet News», verrà raddoppiato il numero di agenti di guardia ai principali luoghi di transito, come stazioni e aeroporti. Questa RIDICOLA repressione ha colpito anche un insegnante di una delle scuole colpite dal terremoto del 12 maggio scorso nel Sichuan, che aveva diffuso su internet le immagini delle rovine degli edifici scolastici. Arrestato il 25 giugno scorso, è stato condannato a un anno di reclusione nei Laogai, i famigerati campi di «rieducazione attraverso il lavoro». Ultima ma non meno importante è una cosetta dichiarata da un senatore repubblicano del Kansas, Samuel Brownback. Ovviamente questa dichiarazione non è detto essere veritiera al 100%, degli americani non ci si può fidare, ma viste come stanno andando le cose in Cina potrebbe esserci un fondo di verità.. Le autorità cinesi avrebbero anche in programma di spiare gli ospiti stranieri che saranno negli alberghi durante le Olimpiadi. La denuncia proviene da un gruppo di avvocati che rappresentano le catene internazionali di alberghi presenti a Pechino: ai loro clienti il governo cinese ha imposto di installare impianti di monitoraggio interni. Mi scuso in anticipo se questo post è sembrato in alcuni punti razzista nei confronti dei cinesi. Non volevo essere offensivo, il mio è stato solo uno sfogo di libera informazione.. Non c'è cosa che debba essere più odiata della censura.. PS: PER TUTTI QUELLI IN CINA: RICORDATEVI CHE USANDO PROXY ADEGUATI FORSE RIUSCIRETE AD ELUDERE LA CENSURA TENTATA DALLA CINA.. SONO TANTI I PROXY APERTI ACCESSIBILI DA CHIUNQUE, IO NON VI FORNIRÒ I LORO INDIRIZZI MA SE VI INTERESSA POTRETE DOCUMENTARVI. Al prossimo post, sperando di non dover mai più scrivere cose del genere... Il 01-07-08 alle 11:15:39 eBay è stata condannata da un tribunale di Parigi per non aver contrastato adeguatamente la vendita online di prodotti contraffatti. Aziende come Louis Vuitton, Christian Dior, Guerlain, Kenzo e Givenchy hanno ottenuto ciò che avevano chiesto e si preparano a ricevere circa 40 milioni di euro di risarcimento. Il trust dell'alta moda francese Moet Hennessy Louis Vuitton (LVMH) aveva denunciato eBay per non aver bloccato la vendita di prodotti contraffatti sul suo sito, una sorta di negligenza che ha agevolato l'illegalità e generato perdite al colosso francese ed ora anche ad eBay. Anche la vendita di prodotti "originali" è stata considerata una violazione, dato che LVMH si affida solo a negozi specializzati o monomarca, insomma, il colosso della moda francese ha piegato il conosciutissimo portale commerciale che per assurdo circa tre settimane fa aveva perso un'altra causa intenata dalla casa di moda Hermes che verrà risarcita da eBay per 20mila euro. Questi casì probabilmente hanno creato dei precedenti che faranno tremare il portale commerciale che se vorrà continuare la sua esistenza dovrà incrementare le misure di sicurezza e controllo. eBay non si arrende però e la portavoce Vanessa Canzini afferma: "Se la contraffazione appare sui nostri siti, interveniamo prontamente per eliminarla, ma la sentenza di oggi non è contro la contraffazione. Oggi si è trattato di un tentativo di LVMH di proteggere il sistema commerciale che non vuole la competizione, il tutto a spese dei consumatori e della sussistenza di venditori legali che eBay sostiene ogni giorno". "Lotteremo contro questa sentenza, entrando nel merito; cercheremo di appellarci".
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